Lago di Carezza, la perla delle Dolomiti

C’era una volta Ondina, una bellissima ninfa che abitava le acque del piccolo lago di Carezza, ai piedi del Latemar. Aveva una voce stupenda ed era solita allietare con il suo canto i viaggiatori che camminavano verso il Passo Costalunga. Il canto della ninfa giunse anche alle orecchie di Mazarè, uno stregone che viveva sul Latemar e che si innamorò di lei. Mazarè aveva provato in tutti i modi a conquistare la ninfa, ma non riuscendoci, un giorno, si rivolse ad una strega che gli consigliò di travestirsi da mercante e di stendere un arcobaleno per recarsi da lei.

Il mago eseguì ciò che la strega gli aveva consigliato: stese un bellissimo arcobaleno che partiva dal Catinaccio e lo percorse fino al lago. Tuttavia, preso dall’entusiasmo, si era dimenticato di travestirsi e, mostratosi alla ninfa, la spaventò facendola tuffare in acqua. Allora il mago, su tutte le furie, distrusse l’arcobaleno in mille pezzi e lo gettò nel lago, colorando le sue acque dei colori dell’iride.

Il Lago di Carezza (in tedesco Karersee) è ai primi posti nelle classifiche dei luoghi più belli d’Italia ed è anche chiamato in ladino “Lec de Ergobando“, cioè “Lago arcobaleno“, a causa dei colori che caratterizzano le sue acque limpidissime e che variano dallo smeraldo al blu intenso.

Amante delle leggende e dei laghi, come poteva una nativa lacustre come la sottoscritta non acchiappare al volo la permanenza trentina e non andare a farci un salto?

Ebbene, l’anno scorso, complice una domenica calda di maggio, avevo proprio voglia di andare a farmi una gita fuori porta in moto con un amico. Ci pensiamo su qualche minuto e poi un’idea geniale mi balza alla testa:

Andiamo a vedere il lago di Carezza?” – “Perché no?

Ma lasciate che vi racconto tutto!

COME ARRIVARE AL LAGO DI CAREZZA

Il Lago di Carezza si trova nel comune di Nova Levante, sul confine fra la provincia di Bolzano e Trento. Questa sua posizione strategica fa si che ci siano diverse vie per arrivarci.

Venendo da Sud (Trento, Verona, Venezia), una volta usciti dall’autostrada del Brennero A22 all’uscita di Bolzano, si attraversa il capoluogo altoatesino e si procede sulla SS41 in direzione Nova Levante.

Ma poiché noi avevamo parecchio tempo, abbiamo optato per la via un po’ più lenta ma più panoramica, attraversando la Val di Fiemme e la Val di Fassa sulla SS48.

Arrivati a Vigo di Fassa, si svolta per la SS241 in direzione del Passo Costalunga. Il passo si trova a 1752 metri sul livello del mare e segna il confine fra la provincia di Trento e Bolzano. Da qui si diramano moltissimi sentieri per il trekking tra i boschi che regalano esperienze fantastiche in primavera, estate ed autunno.

Superato il passo, la strada comincia a scendere e il profumo di legno comincia a farsi più intenso.  Fra il verde intenso del bosco, scendendo i tornati, improvvisamente si comincia ad intravedere uno specchio d’acqua color smeraldo. Io non sono una persona che svela le proprie emozioni facilmente, ma devo dire che questa volta mi è proprio scappato un “Wow, che bello!”.

LA SOSTA AL LAGO DI CAREZZA: PARCHEGGIARE

Arrivando in macchina od in bus, proprio di fronte al laghetto, c’è un parcheggio a pagamento (di cui non so il prezzo). Il parcheggio è collegato all’ingrasso del sentiero che costeggia il lago da un sottopasso.

Se arrivate in bicicletta o in moto (come nel mio caso), se non è periodo estivo di alta stagione, potete parcheggiare a lato strada, sempre facendo attenzione a non dar fastidio agli automobilisti e pedoni!

IL LAGO e COME VISITARLO

Il lago di Carezza è famoso per le sue acque cristalline e di un colore smeraldo intenso, che cambia a seconda dei punti da cui si guarda. Sullo sfondo si innalza il catinaccio del Latemar, il quale si riflette sullo specchio d’acqua.

Il laghetto, dalla forma tondeggiante e, in base al livello delle acque, che assomiglia ad un cuore, è attorniato da un bosco di conifere e il profumo è davvero forte e gradevole, il che rende l’atmosfera ancora più magica. Per evitare inquinamento, non è possibile recarsi in prossimità dell’acqua, ma un sentiero pianeggiante permette di godersi dello specchio d’acqua da tutte le sue angolazioni: il lago non è per nulla grande e per percorrere il suo perimetro a piedi non ci vogliono più di 30 minuti. Il sentiero è protetto dal sole poiché è in prossimità del bosco di conifere ed è percorribile da chiunque (sia bambini che anziani). Ovviamente è sterrato, perciò consiglio scarpe da ginnastica ed un abbigliamento comodo: un paio di jeans ed una maglietta saranno perfetti!

QUANDO VISITARE IL LAGO

Credo non ci sia un “periodo miglioreper una visita al Lago Arcobaleno. Il lago è magico in ogni stagione dell’anno. Tuttavia sconsiglierei la piena estate. Non perché non sia una stagione adatta, ma perché essendo a 1500 è una scappatoia al caldo cittadino, è pieno di turisti.

Io sono andata a maggio e ho trovato la giusta temperatura e la giusta quantità di persone: c’era solo un gruppo di turisti giapponesi!

Per chi vuole, poi, immergersi ancor più nella natura, dal lago partono numerosi sentieri in mezzo al bosco adatti ad ogni grado di preparazione. Per maggiori informazioni del lago e sulla zona circostante, vi consiglio di visitare il sito internet della Val d’Ega.

CURIOSITÀ SUL LAGO

Ho scoperto recentemente che in Giappone, nel 1982, è stato pubblicato un bellissimo libro scritto da Tesuo Sakamoto (坂本鉄男) ed illustrato dalla nota artista ed illustratrice Chihiro Iwasaki (岩崎 知弘), in cui si racconta la leggenda di Ondina, Mazaré e il Lago Arcobaleno.

Il libro (solo in giapponese) è acquistabile su Amazon.jp e si intitola proprio “Il Lago Arcobaleno” (にじのみずうみ – Niji no Mizuumi).

Io purtroppo non l’ho mai letto, ma vedendo le immagini su internet sembra proprio carino e le illustrazioni sono fantastiche!

 

Carezza è sicuramente un luogo che mi ha lasciato incantata ed affascinata. Un luogo che mi è rimasto nel cuore. Non vedo l’ora di tornarci anche quest’anno. Magari la mattina presto o la sera all’imbrunire per vedere nuove sfumature di colore.

Riuscirò questa volta a sentire il canto di Ondina e vederla spuntare dalle acque del lago?

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