6 Laghi del Trentino- Alto Adige che non puoi perdere

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Il Trentino- Alto Adige è sicuramente una regione ricca di laghi alpini, piccoli e grandi, circondati da boschi e dalle famosissime Dolomiti. 

In questo articolo vorrei proporti 6 laghi che, a mio parere, non puoi non visitare se vieni in Trentino-Alto Adige!

1. Lago di Carezza 

Uno dei laghi più famosi e celebri dell’Alto Adige è senza ombra di dubbio il Lago di Carezza. Ai piedi del possente massiccio del Latemar ed incastonato in una fitta foresta di abeti, questo piccolo laghetto è conosciuto anche come “Lago Arcobaleno” (in lingua ladina Lac Ergobando), a causa dei colori delle sue acque cristalline e per la sua leggenda, di cui avevo parlato nel mio primissimo post. A mio parere è uno dei più belli e fiabeschi dell’Alto Adige e merita sicuramente una visita. 

Purtroppo, a causa del forte maltempo che ha colpito la zona del Trentino Alto Adige nel Novembre del 2018, la foresta di abeti è andata parzialmente distrutta. 

2. Lago di Tenno 

Non molto conosciuto all’infuori dell’area trentina, il Lago di Tenno merita sicuramente una visita in qualsiasi stagione dell’anno. Si trova nel comune di Tenno, proprio vicino al popolare borgo medievale di Canale di Tenno, a pochi chilometri dal Lago di Garda. 

Il laghetto, dalle caratteristiche acque color turchese intenso, è molto frequentato da adulti e bambini per essere uno dei laghi alpini più puliti d’Italia. 

Nel centro del lago è presente una piccola isoletta, chiamata “Isola dell’86”, che affiora solo in condizioni di estrema siccità. “Quando mi vedrete, piangerete” è il messaggio che reca una targa, posta sull’isola nel 1986. 

3. Lago di Tovel

Il Lago di Tovel si trova in Val di Non, all’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta. Fino a qualche tempo fa era conosciuto per il caratteristico arrossamento delle sue acque, dovuto alla fioritura di un’alga presente sui fondali del lago. L’ultimo arrossamento delle acque è datato al 1964. Alcuni studi recenti hanno stabilito che questo fenomeno sia sparito a causa delle nuove modalità di allevamento bovino. Infatti, nelle estati precedenti agli  anni ’60, le mucche venivano fatte pascolare sulle rive del lago, portando un carico organico tale a far fiorire le alghe del lago. 

Attorno al lago una bella passeggiata piana adatta a chiunque. A metà percorso, poi, si trova anche un museo dedicato alla storia del lago e all’orso che popola i boschi attorno a Tovel. 

La nota fiabesca non manca neppure qui! La leggenda vuole che il caratteristico colore rosso del lago era dovuto al sangue dei soldati di Ragoli morti nel lago a fronte di una violenta lotta contro i nemici del re di Tuenno, che con la sua arroganza voleva sottometterli. Si dice che ancora oggi, la notte, la principessa di Ragoli si sieda sulle rive del lago 
a piangere per la sorte della sua gente.

4. Lago di Resia

Il Lago di Resia si trova in Alto Adige, nel comune di Curon Venosta ed è famoso per il campanile che spunta dalle acque del lago, ma la storia che aleggia introno a questo specchio d’acqua è abbastanza triste.

Infatti, in quest’area erano originariamente presenti due laghetti: il lago di Resia e quello di Curon. Tuttavia, già dal 1920 il governo fascista stava pensando di unificarli in un unico grande lago ed utilizzare l’acqua per la produzione di energia elettrica. Nel 1939, si diede così avvio al progetto di costruzione di una diga di sbarramento dei due laghi naturali. Gli abitanti del paesino di Curon Venosta e una parte di quelli di Resia furono forzati a lasciare le proprie abitazioni “in nome dell’interesse nazionale per il rafforzamento dell’industria nazionale“, senza il diritto di alcun risarcimento.

La seconda guerra mondiale ritardò i lavori ma, nel 1946, nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di tutte le materie prime necessarie alla continuazione dell’opera, i lavori furono ripresi anche grazie a investimenti svizzeri ed ultimati con l’inaugurazione nel 1949.

Non avendo alcun rappresentante popolare eletto a causa del regime fascista, i comuni dell’Alto Adige erano impotenti. Durante l’estate del 1950, gli edifici furono fatti saltare in aria ed inondati e gli abitati fatti emigrare a forza in baraccopoli.

L’unico “superstite” fu il campanile romanesco che fu lasciato sul posto per motivi di tutela. Una leggenda racconta che in alcune giornate d’inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile nel 1950, prima della formazione del lago).

5. Lago di Braies

Famosissimo in Italia per essere stata la location della serie tv targata RAIUn Passo dal Cielo“, il Lago di Braies si trova in Val di Braies, a fianco della Val Pusteria (Bolzano), ai piedi della Croda del Becco (Sass dla Porta). A mio parere un po’ troppo preso d’assalto dal turismo di massa, ma rimane comunque un lago che merita una visita. 

Ci sono diverse leggende legate alla nascita di questo bacino. Una di queste racconta di una popolazione di selvaggi dal brutto aspetto che custodivano l’oro presente nelle vicine montagne. Un giorno, decisero di donare prodotti ricavati dal loro oro ad alcuni allevatori della valle. Quest’ultimi, diventati molto avidi, decisero di impadronirsi del metallo prezioso. Così, i selvaggi decisero di impedire agli allevatori di raggiungere le montagne facendo sgorgare delle sorgenti d’acqua dal sottosuolo. Queste crearono il Lago di Braies. 

Un’altra leggenda, invece, rimanda ad un antico reame della mitologia ladina: il regno dei Fanes. Si dice che ogni anno, in una notte di luna piena, i superstiti dei Fanes escono dalla Croda del Becco e navigano il lago sulle barche di legno, guidati dalla propria regina e una mitica eronina Lujanta. 

6. Laghi di Lamar

 

 

 

 
 
 
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I Laghi di Lamar si trovano proprio sotto il Monte Paganella, nella provincia autonoma di Trento. Separati da una frana, un tempo i laghi costituivano un bacino unico: il lago di Lamar a nord e il lago Santo a sud. Le acque verdi sono una meta turistica per i locali e luogo di relax, come lo è anche il lago di Terlago, pochi chilometri più a valle. Dai laghetti partono anche numerosi sentieri che portano fino alla cima della Paganella. 

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